Gli Stati Uniti d’America, vale a dire l’America, sono troppo potenti per non suscitare passioni contrapposte di amore e odio. Sono la nazione più forte dal punto di vista militare, da quello economico e da quello culturale. Guidano la rivoluzione della modernità e sono quindi il Paese più rivoluzionario del nostro tempo. Come stupirsi se provocano reazioni violente?
L’America è stata decisiva per le sorti della prima e della seconda guerra mondiale, nonché della guerra fredda. Tutte e tre le volte hanno vinto coloro che stavano dalla parte dell’America.
Dopo il crollo dell’Urss, l’America è diventata la principale guardiana dei destini del mondo. Come tale è inevitabilmente circondata da paura, da rispetto e nello stesso tempo da manifestazioni aggressive. Il ricordo dello smacco da essa subito nel 1975 in Vietnam può invogliare anche le piccole nazioni contadine a lottare contro il gigante Golia. Non sembra tuttavia che ai talebani questo esercizio abbia finora giovato. Le nazioni industrializzate sono meno propense alla ribellione, sia perché più vicine al modello americano, sia perché più vulnerabili. Si associano spesso al gigante, come sta accadendo adesso. Ma anche tra loro possono radicarsi diffidenze e timori nei confronti di una egemonia che, per garantire la pace mondiale, riduce la sovranità e le iniziative altrui.
La potenza economica dell’America sembra a sua volta irraggiungibile. Il mercato azionario degli Usa è pressoché equivalente alla somma di tutti i mercati azionari del resto del mondo. Il loro prodotto interno lordo è in assoluto il maggiore di tutti. La loro rete stradale e ferroviaria è la più lunga. Gli americani sono i primi assoluti per la produzione industriale, i servizi, la competitività, la creatività economica, i trasporti aerei, la produzione di energie, l’alluminio, la gomma, il granturco. Quanto al petrolio sono superati solo dall’Arabia Saudita. Quanto alla carne e ai cereali sono superati solo dalla Cina.
Ma è principalmente dal punto di vista culturale che l’America lancia la sua sfida al mondo intero. E lo diciamo non tanto perché gli Stati Uniti hanno il più elevato numero di studenti universitari, o perché vendono ogni anno il più alto numero di libri e di dischi o perché, dal 1901, hanno conquistato il maggior numero di premi Nobel. Lo diciamo soprattutto perché, con il declino dell’Europa, sono diventati essi il centro della modernità, i veri portabandiera della cultura e dell’arte moderna. Benché le religioni abbiano sempre avuto negli Stati Uniti un peso molto considerevole, la cultura di cui l’America si fa portatrice è laica ed empirica. É laica perché, pur rispettando la religione, anzi tutte le religioni, le tiene separate dalla politica e dalla ricerca scientifica. Ed è empirica perché ammette il dubbio e anzi riesce a crescere e prosperare proprio grazie alla libertà di ricerca, alle pubbliche discussioni e agli esperimenti. É dunque una cultura destinata a provocare sconcerto e opposizioni nelle nazioni legate alle tradizioni e ai dogmatismi di natura politica e religiosa.
La cultura americana è dilagante. Le sue musiche conquistano i giovani di tutto il mondo. La sua cinematografia e le sue televisioni penetrano dovunque, anche nei Paesi in via di sviluppo o in quelli islamici e buddisti. La diffusione di Internet sarà sempre più dirompente, e in questo campo gli Stati Uniti vantano un altro record, contando 46 milioni di web host, contro i 18 milioni di tutto il resto del mondo. Gli stili di vita americani travolgono dappertutto gli stili di vita tradizionali. E così tutte le forze conservatrici che si oppongono alla modernità vedono nella cultura americana il loro peggiore nemico e cercano di opporsi a essa. Anche con la violenza.
É molto istruttivo osservare quanto è accaduto di recente, con il terrorismo internazionale scatenato contro i due grattacieli simboleggianti la modernità. La parte più fragorosa di questo terrorismo antimoderno aveva collocato il suo quartier generale nel Paese più arretrato di tutta la Terra, incapace di irrigare i suoi campi, incapace di sfruttare le sue risorse minerarie, in larga parte ancora organizzato in tribù, incapace di rispettare i diversi, capace invece di maltrattare ogni giorno le sue stesse donne e culturalmente rimasto fermo a un passato ancor più selvaggio del Medio Evo occidentale.
I talebani vietavano il cinema e la televisione. Come vari altri islamici non rispettavano le religioni diverse, tanto da massacrare i cristiani e far saltare con la dinamite le antiche statue di Buddha. E proprio in un luogo così barbaro quei terroristi avevano ritenuto opportuno stabilire il loro santuario.
Sarebbe potuta bastare questa scelta per classificarli, per confermare la loro follia e il loro tentativo di porsi fuori dalla storia. E invece molti, nel tollerante mondo occidentale, hanno avvertito una certa attrazione per essi, attestata dalla frequenza con la quale è stato ripetuto, in Italia come altrove, che . La ragione di questa più o meno larvata accettazione se non giustificazione del crimine deve essere trovata nel fatto già ricordato all’inizio, vale a dire che l’America si trova oggi alla guida della rivoluzione della modernità e che questa rivoluzione, come ogni cambiamento epocale, è fortemente temuta. Occorre sapere invece che la storia del mondo e la vita di ogni individuo sono sempre basate sulle trasformazioni, i problemi, le angosce, le conquiste e le perdite, senza le quali l’esistenza non avrebbe alcun senso e con le quali bisogna pertanto coabitare.
Certo, l’America ha tanti difetti e spesso viene criticata perché in molti dei suoi stati mantiene la pena di morte, perché ha ampie zone di povertà o perché il suo sistema sanitario punisce gli indigenti. Anche l’America ha di certo le sue ingiustizie e deve essere considerata una democrazia imperfetta. Ed è probabile che il resto del mondo, modernizzandosi, vorrà modificare il modello di sviluppo americano. Ma, nella sostanza, dobbiamo sapere con chiarezza che o ci si adegua alla modernità, oppure si muore. Nel 1750, prima del l’avvento della tecnologia moderna, l’Europa arrivava a nutrire, e li nutriva male, non più di 150 milioni di abitanti. Se essa, per assurdo, volesse tornare indietro, finirebbe per dover sopprimere, fisicamente, molte centinaia di milioni di europei. I nostalgici del passato si trastullano con i sogni. Il terrorismo barbarico e i tremila innocenti delle Torri Gemelle avranno forse il merito di ricondurli alla ragione.
DOMENICALE SOLE 24 ORE. Articolo di Piero Melograni